PROSSIMA PUBBLICAZIONE: 06.11.2018

I recenti dati macroeconomici indicano che la crescita negli Stati Uniti d’America e in forte ascesa. Questa situazione non ha lasciato indifferente la FED che ha rialzato i tassi di riferimento di 0.25% durante la sessione di settembre lasciando intendere che continuerà a rialzare i tassi anche nella sessione di dicembre e più volte durante l’anno 2019.

Questa mossa ha spiazzato il mercato che scontava si un rialzo dei tassi ma non così accentuato come annunciato dal governatore Powell.

Gli effetti immediati di questo annunciato aumento dei tassi d’interesse sono stati un rafforzamento del biglietto verde, una flessione delle maggiori borse mondiali.

In Italia è stata presentata la nuova leggi di stabilità finanziaria, il governo italiano non sembra voler uno scontro duro con Bruxelles ed ha già limato alcuni parametri, la vera crisi europea si potrebbe proporre durante il prossimo mese di maggio dopo le elezioni politiche europee. Il forte ribasso che molti titoli italiani hanno registrato durante le recenti sessioni pare essere eccessivo e un rimbalzo dei titoli in particolare quelli di buona qualità potrebbe avvenire nel breve periodo.

Per ora il più grande rischio di mercato rimane il processo di normalizzazione delle politiche monetarie e di come il mercato reagirà a tale processo. La diminuzione della liquidità derivante dal rialzo dei tassi potrebbe influire in particolar modo i mercati azionari sia americani che europei ma anche i mercati emergenti. Da non dimenticare la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina – Resto del mondo.

Questo ultimo fattore peserà non poco e sarà foriero di volatilità del mercato in particolare quello azionario. Riteniamo probabile che durante i prossimi 6-12 mesi i maggiori indici borsistici possano correggere anche significativamente.

In questa fase riteniamo che una sistematica copertura dei rischi sia imperativa cosi come investimenti in mercati alternativi o poco correlati con i mercati azionari.

Il mantenimento del metallo giallo nel portafoglio rimane una valida alternativa e anche se per il momento non ci aspettiamo un aumento di valore importante.