PROSSIMA PUBBLICAZIONE: 20.09.2018

Si è chiusa la settimana delle banche centrali le quali hanno comunicato la loro politica monetaria per il prossimo futuro.

Le sorprese sono arrivate da Mario Draghi il quale ha annunciato la fine del QE ma anche che i tassi in Europa rimarranno ancora per lungo tempo invariati.

Dopo il rialzo annunciato, è già ampiamente scontato, dei tassi da parte della FED corroborato da previsioni di crescita economica americana ancora sostenute, le prospettive sul divario tra i tassi americani e quelli europei si sono allargate a favore del dollaro. Questo ha determinato un marcato aumento del valore del dollaro americano verso le monete principali, aumento giustificato anche dai recenti macroeconomici europei in flessione e dalle vicende politiche italiane.

Riteniamo che questa tendenza possa continuare anche nel medio termine spingendo in particolare il valore dell’euro contro USD e CHF ulteriormente al ribasso.

Dal fronte borsistico si sta assistendo ad un indebolimento generale dei maggiori indici azionari, causato dall’acuirsi della cosiddetta guerra commerciale, in particolare tra Stati Uniti e Cina. L’escalation in corso potrebbe potenzialmente portare i dazi doganali americani su beni cinesi alla cifra di 450 Miliardi di USD, il che equivale alla quasi totalità dell’ammontare di beni importato in America. Riteniamo poco probabile che si arrivi a tanto e che, come già visto nel recente passato, si riesca a trovare un accordo. Nel frattempo però i mercati azionari rimangono molto volatili e se dovessero arrivare nuove notizie negative prevediamo un fase estremamente volatile e negativa per i titoli azionari. Consigliamo perciò di coprire i rischi, almeno parzialmente, con operazioni di copertura.

Questa “guerra commerciale” sta influenzando negativamente anche il mercato delle materie prime in generale, ne soffre di conseguenza anche il mercato dei metalli preziosi.