PROSSIMA PUBBLICAZIONE: 18.05.2018

Dopo un periodo abbastanza volatile e difficile per i mercati borsistici globali guidati da una escalation di minacce sui dazi doganali tra gli Stati Uniti e la Cina, il premier cinese Xi ha offerto a Trump, durante un intervento al Forum economico di Boao, una momentanea tregua.

Il premier cinese ha fatto significative promesse nel senso di ridurre gli squilibri commerciali con gli USA. Entro un anno la Cina ridurrà i dazi sulle autovetture ed altri prodotti, rafforzerà le tutele sulla proprietà intellettuale, rendendo più difficile copiare prodotti stranieri, aprirà al capitale straniero settori importanti della sua economia, come la gestione del risparmio. Sono promesse già fatte in passato, ma mai accompagnate ad una scadenza temporale di attuazione.

Il leader cinese spera così di accondiscendere alle richieste del presidente americano Trump, sempre più accerchiato dai problemi giudiziari e voglioso di marcare qualche successo politico da poter presentare agli elettori americani. Quelle di Xi sono solo parole, ma vanno nel verso giusto ed in ottica di breve periodo servono certamente ad allentare la tensione sul fronte della guerra commerciale.

Per questo i mercati hanno invertito la rotta all’unisono, a partire da quelli asiatici, per poi vedere coinvolti anche quelli europei, più guardinghi, a causa dei dati macroeconomici che segnalano la perdita di slancio dell’economia tedesca e di tutta Eurolandia nel complesso.

Per le ragioni sopra elencate, rimaniamo cautamente ottimisti sul medio termine sui mercati borsistici anche se con una crescita inferiore a quella vissuta negli anni scorsi. Una particolare attenzione alla crescita dei tassi di riferimento americani ed europei, che potrebbero aumentare oltre le previsioni se i dati inflazionistici sorprenderebbero al rialzo.

Per quanto riguarda il mercato valutario, rimaniamo positivi sul dollaro americano (sia contro CHF che contro EUR) mentre prevediamo una persistente debolezza (sulle basi attuali) del franco svizzero contro EUR. Recentemente la Banca Nazionale Svizzera ha ribadito che la politica monetaria rimarrà espansiva ancora per un periodo abbastanza lungo.