PROSSIMA PUBBLICAZIONE: 20.04.2018

Il nuovo governatore della banca centrale americana Powell ha ieri annunciato la prima stretta monetaria dell’anno da parte della Fed da 1.50% a 1.75%, questo rialzo era largamente atteso da parte del mercato.

Le  proiezioni economiche però presentate ieri dicono che per il momento il FOMC non è ancora arrivato a modificare la scaletta dei rialzi annunciata in precedenza. Per l’anno corrente dovrebbero essere ancora altri due dopo quello deciso ieri. Ma è stato alzato al 3% il livello considerato “normale” a cui gradualmente si punterà, e questo livello dovrebbe essere raggiunto entro la fine del prossimo anno. Per cui nel 2019 dovrebbero arrivare altri 3 rialzi, uno in più di quanto ipotizzato precedentemente. Qui rileviamo un accenno di maggior severità rispetto al recente passato. Infatti la gestione Yellen si era fermata ad ipotizzare una normalità intorno al 2,75% da raggiungere a fine 2019 e poi tale avrebbe dovuto rimanere il tasso ufficiale, in assenza di accelerazione dell’inflazione. Ieri invece, oltre a prevedere una normalità leggermente più alta, si è pure ipotizzato di superarla nel 2020, arrivando a stimare un tasso al 3,25%, che porterebbe la intonazione della politica monetaria ad un livello leggermente restrittivo.

Il probabile annuncio dei dazi doganali da parte di Trump (si presume che l’ammontare totale dei dazi per la sola Cina sarà di 50 miliardi di USD), il suddetto inasprimento dei tassi americani, il continuo aumento del deficit americano criticato dalla maggior parte dei creditori esteri ed in fine lo scandalo Facebook hanno fatto cambiare l’umore agli investitori i quali hanno iniziato a vendere sottostanti di rischio in maniera abbastanza aggressiva.

Riteniamo che per il momento la volatilità resterà molto presente nei mercati finanziari, in particolari quelli borsistici, consigliamo per il momento grande prudenza ed approfittare di rialzi per imbastire strategie di copertura o alleggerimento delle posizioni in essere.

Nel medio periodo invece crediamo che il mercato possa riprendersi e segnare una crescita positiva in quanto i fondamentali economici e gli attesi risultati societari sono ancora previsti positivi ma solo In assenza di un inasprimento di una guerra commerciale.

Dal fronte valutario crediamo che il USD sia vicino ai minimi, in particolare contro EUR e CHF. Riteniamo possibile un rafforzamento del biglietto verde ma solo durante la seconda parte dell’anno.