PROSSIMA PUBBLICAZIONE: 20.03.2018

Il sostanziale correzione subita dai mercati azionari (8% EUR Stoxx 600 e 10% S&P 500) nei primi giorni di febbraio ha cambiato completamente l’umore degli investitori, abituati a uno scenario caratterizzato da brillanti performance e da una volatilità finanziaria estremamente contenuta.

Come sempre in questi casi, è difficile dire se la correzione sia finita e fin dove possa arrivare. Si può invece affermare che essa è per ora di natura tecnica e non fondamentale,  ossia, i fondamentali economici che hanno giustificato la crescita della borsa USA restano intatti riportando le valutazioni societarie a dei livelli abbastanza interessanti.

Il fattore scatenante del recente ribasso azionario è da imputare al potenziale rialzo dell’inflazione negli Stati Uniti. L’inflazione in America è scesa costantemente lo scorso anno ma oggi sembra risalire. Persino in Europa gli indicatori anticipatori dell’inflazione puntano al rialzo. Un incremento dell’inflazione renderebbe le banche centrali meno accomodanti e le costringerebbe ad accelerare la rimozione degli stimoli monetari. Questo farebbe salire i tassi reali a lungo termine (ancora molto bassi), gravando potenzialmente sulle valutazioni delle diverse asset class.

Non riteniamo che la banca centrale Americana rialzi in modo aggressivo i tassi quest’anno, la stretta monetaria ci sarà ma sarà graduale. L’incertezza  sulla rapidità del rialzo dei tassi però avrà come conseguenza una accresciuta volatilità del mercato, ben superiore a quella registrata durante lo scorso anno.

Dal fronte valutario riteniamo che il dollaro possa rimanere per il momento abbastanza debole in particolare contro EUR, le preoccupazioni sul deficit americano in continuo aumento potrebbe manifestarsi in una richiesta accresciuta di capitali con conseguente aumento dei tassi. Una “svalutazione” del dollaro americano potrebbe anche essere benvenuta per alleviare l’indebitamento con l’estero.

L’attuale incertezza politica americana con Trump sempre osservato speciale non aiuta certamente a contrastare quando detto sopra.

Il metallo dovrebbe mantenersi per il momento su dei buoni livelli, attenzione ad una accresciuta volatilità del prezzo del metallo giallo per il rialzo dei tassi americani, riteniamo comunque interessante l’investimento in oro in particolare in abito di diversificazione del rischio del portafoglio.